Rassegna stampa
Rassegne storiche
Fonte: Italia Nuova
Fonte: L'Universo
Ho visitato lo studio di Savelli
Arturo Peyrot
Mostra ad Osaka (personale)
Il "Bianco", ultimo indizio
Fonte: Giornale di Brescia
10 Giugno 1995
Bassa - La grande valigia che Savelli portava con sé nei viaggi durati un'intera vita non si aprirà più. Lo smisurato artista (morto recentemente a Boldeniga) riempiva dei manufatti più impensati, inutili fino all'inverosimile ragionando secondo filosofie razionali tanto stolte quanto, oggi, osannate, si è chiusa per sempre.
Ma, forse, solo ora il mistero che celava il «bagaglio» è pronto per essere colto! Angelo Savelli si era fermato, come spesso aveva fatto in questi ultimi anni, presso amici nella torre-castello di Boldeniga. Arrivava da New York destinazione Venezia dove la Biennale gli avrebbe riservato un grande spazio espositivo. Nelle ore prossime alla Pasqua il malore. Poi il «solito» che accompagna gli uomini verso l'ultima dimora: quella eterna. Il ricovero in ospedale, l'aggravarsi della malattia, la morte improvvisa perché ladra.
A Boldeniga l'estremo degno saluto al grande maestro. Sotto al rosso cotto voltato secoli fa la vittoria del candore: una bara bianca (insolita immagine dalle nostre parti), un velo, i ricordi ora più nitidi. E quel sorriso incredibile sul volto vivo, solo ieri, ora eterno, che pareva indicare agli amici sopraggiunti come anche la morte sia potenza debole se preceduta da una vita particolare... Fatta pure di giorni, fatti e cose, intrisa però - ma per davvero - di visioni d'arte pure, semplici nella loro ricchezza interiore. Sino a raggiungere l'apoteosi espressiva del «Bianco» quale unico possibile colore superstite.
Autore: Gian Mario Andrico